4 chiacchiere con… Ruben Giannone 🧩 

Quarto appuntamento con la rubrica “4 chiacchiere con FCM”, dedicata ai protagonisti del mondo rossonero — non solo in campo, ma anche dietro le quinte.
Oggi conosciamo Ruben Giannone, viceallenatore di Omar Copelli, alla sua prima stagione nello staff della Prima Squadra, ma con una lunga esperienza nel settore giovanile e come tecnico del Raggruppamento Allievi Malcantone.

Figura discreta ma preziosa, Ruben rappresenta quel legame forte tra il vivaio e la prima squadra, portando energia, metodo e conoscenza dentro al gruppo.

 

🗣️ 1️⃣ Ruben, è la tua prima stagione nello staff della prima squadra. Come stai vivendo questa nuova esperienza?

Sicuramente con grande senso di responsabilità e professionalità. Allo stesso modo cerco di godermela a apprendere più possibile, dal mister Omar e da tutti i componenti dello staff. Giocatori compresi, spesso discutiamo insieme in relazione a determinate esercitazioni, credo sia importante ricevere feedback, sempre rispettando i ruoli, da chi poi sul campo mette in pratica le tue proposte.

 

2️⃣ Vieni dal settore giovanile e conosci molto bene l’ambiente Malcantone. Quanto ti è servita questa esperienza nella tua crescita da allenatore?

Molto, se guardiamo lo storico della maggior parte degli allenatori, la prima tappa è sicuramente il settore giovanile.

Nel mio caso, la gestione dell’ atleta intesa come ragazzo, bambino, uomo, parte dall’idea che chi viene al campo ha il diritto e il dovere di impegnarsi e divertirsi. Il resto è una conseguenza. 

La psicologia e la pedagogia ci insegnano, mai come oggi l’importanza nella comunicazione con l’ atleta è fondamentale, dietro un calciatore ci sta prima di tutto un uomo, che può arrivare stanco dal lavoro, un adolescente che magari ha delle dinamiche nel gruppo di amici che possono influenzarlo, un bambino, la verifica a scuola può essere andata male. Sta a noi poi essere in grado di gestire queste situazioni.

 

💪 3️⃣ Lavorare accanto a mister Copelli significa condividere idee, valori e responsabilità. Cosa apprezzi di più del vostro rapporto e del gruppo che avete costruito?

Con mister Omar mi trovo davvero bene, ha la grande capacità di saper ascoltare, non scontata. Riesce a coinvolgere tutti: lo Staff, i giocatori.

Sulle decisioni ci troviamo molto spesso d’accordo, sicuramente avere una visione condivisa del calcio e di quello che poi portiamo sul campo aiuta. 

Il Mister mi piace definirlo perfezionista, non c’è nulla lasciato al caso, professionista e grande persona prima di tutto.

 

 

🔥 4️⃣ Il progetto Malcantone continua a crescere, anche grazie a tecnici come te. Qual è il tuo obiettivo personale per questa stagione?

In merito a questo, vorrei spendere due parole per il grande lavoro che stiamo facendo come società e staff. La presidenza, il direttore tecnico e il direttore sportivo dell’ attività di base Alessio Castorino. È la dimostrazione di come  in una società di “provincia” si possa lavorare bene, con sani principi e valori. A loro va un plauso per la grande professionalità e l’immenso impegno che portano ogni giorno. Sono davvero grato e contento per i grandi risultati sportivi che stiamo raggiungendo.

L’obiettivo personale è quello di poter contribuire a raggiungere i vertici nel campionato di seconda Inter e con la squadra dell’ U13 di toglierci una bella soddisfazione che per scaramanzia non dirò.

Bonus, il tuo idolo?

Dirvi un idolo è difficile, risponderò nella maniera più sincera possibile: Mio padre.

Mi ha insegnato tanto, la cultura del lavoro, la resilienza e soprattutto la voglia di prendersi tutto senza cercare alibi ma guardando sempre al miglioramento del dettaglio.

Una persona del mondo sportivo che stimo molto e con cui mi piacerebbe fare due chiacchiere è Roger Federer, elegante, fuoriclasse silenzioso e soprattutto umile.

Grazie ⚫🔴

 

Un’intervista per conoscere da vicino uno dei volti nuovi dello staff rossonero: preparazione, umiltà e tanta passione al servizio della squadra.

⚫🔴 Forza Malcantone – insieme si cresce, insieme si vince!